Per anni sono stati considerati una curiosità da nerd o un esperimento futuristico destinato a non sfondare, complice il clamoroso flop dei Google Glass. Oggi, però, la situazione sta cambiando. Il mercato degli smart glasses sembra essere entrato in una nuova fase di maturità, pronto a fare breccia anche fuori dalla ristretta cerchia degli appassionati di tecnologia.
A guidare questa “seconda ondata” ci sono prodotti come i Ray-Ban Meta, nati dalla collaborazione fra Meta ed EssilorLuxottica. Solo nel 2024 ne sono stati venduti oltre un milione di unità a livello globale e le stime parlano di un raddoppio delle consegne entro la fine del 2025. Il loro successo si deve a una combinazione vincente: design iconico che richiama i classici occhiali da sole, funzioni smart come fotocamera integrata, microfono, lenti trasparenti con filtro protettivo per le videochiamate e — anche se ancora agli inizi — un assistente vocale capace di rispondere a domande o tradurre in tempo reale durante una conversazione.
Il prezzo ha avuto un ruolo fondamentale: secondo un’analisi di Trovaprezzi.it, tutti i principali modelli hanno registrato cali significativi rispetto al lancio. Il Wayfarer Lucido Nero, ad esempio, in 18 mesi è sceso di circa l’11%, arrivando a 264 euro. Prezzi più accessibili e funzioni sempre più utili li stanno trasformando in una vera alternativa non solo agli occhiali tradizionali, ma anche ad altri gadget tech come auricolari o action cam.
L’AI come motore della prossima evoluzione
Mark Zuckerberg è convinto: entro un decennio gli occhiali smart potenziati dall’intelligenza artificiale diventeranno il principale strumento di comunicazione digitale, superando lo smartphone. Per questo Meta spinge sull’innovazione.
Due le novità più interessanti:
- Oakley Meta, pensati per chi pratica sport, frutto di una nuova collaborazione con EssilorLuxottica.
- Aria Gen 2, un prototipo sperimentale che porta l’AI a un nuovo livello. Dotato di videocamere, GPS, microfoni e sensori di movimento, raccoglie dati su ciò che l’utente vede e fa, per allenare assistenti digitali capaci di interagire in modo più naturale con le persone.
All’orizzonte ci sono anche i Meta Hypernova, occhiali con mini display integrato nelle lenti per visualizzare notifiche, indicazioni stradali e gestire app. Una seconda generazione, prevista per il 2027, dovrebbe includere doppio display.
La risposta dei big della tecnologia
Google sta sviluppando Android XR (nome in codice “Martha”), piattaforma dedicata alla gestione degli occhiali smart, con funzioni per notifiche, impostazioni, registrazioni in prima persona e feedback utente.
Samsung sarebbe pronta a lanciare entro il terzo trimestre i suoi primi occhiali con chip Qualcomm Snapdragon AR1 Gen 1 (lo stesso dei Ray-Ban Meta) e integrazione di Google Gemini per riconoscimento persone e gesture, lettura QR code e pagamenti.
Apple, invece, potrebbe presentare i primi Apple Glass nel 2027, con controllo vocale, fotocamera e sensori ambientali basati su AI. Per i modelli XR con display integrato si parlerebbe invece del 2028.
Pagare con un battito di ciglia (o quasi)
Il futuro è già arrivato a Hong Kong, dove Alipay+ e Meizu hanno completato il primo pagamento al mondo tramite occhiali smart, senza l’ausilio dello smartphone. Gli StarV Snap del produttore cinese sfruttano riconoscimento vocale e scansione QR per permettere transazioni dirette dal dispositivo, aprendo scenari che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza.
Gli occhiali intelligenti non sono più un semplice gadget da sfoggiare: stanno diventando una piattaforma di interazione e connettività che, nei prossimi anni, potrebbe rivoluzionare il nostro modo di comunicare, lavorare e vivere il quotidiano.
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